Nel 1497 Juan il figlio illegittimo di Papa Alessandro VI viene ucciso, ma dopo cinque lunghi anni ancora non si è scoperto l’assassino.
A cercare di risolvere il mistero il papa manda Damiata, la cortigiana un tempo amante di Juan, in Romagna. Qui la donna troverà uno scenario a dir poco macabro: un assassino senza scrupoli uccide alcune donne e ne sparpaglia i pezzi in luoghi apparentemente casuali.
Damiata si trova così a dover capire il nesso tra la morte di quelle povere donne e quella del su ex amante, ma da sola diventa impossibile. Si affida così all’aiuto di Niccolò Macchiavelli che sfrutta le sue doti di conoscitore dell’animo umano e a Leonardo Da Vinci che invece si affida al suo rivoluzionario metodo di oservazione scientifica.
Per riuscire a risolvere l’enigma della morte di Juan, i tre insieme scopriranno un mondo fatto di antiche superstizioni che metterà a rischio anche le loro vite ed in cui anche i potenti sono caduti miseramente.
L’ambientazione storica è davvero originale perchè non tutti gli scrittori parlano della Romagna del 1500 e più precisamente di Imola fin poi a spostarsi a Cesentatico.
I personaggi sono ben delineati e la cornice storica è davvero affascinante e ben descritta, un’epoca in cui le regole non esistevano, la superstizione governava le vite e solo chi aveva il potere otteneva ragione.
Molto bello e scorrevole all’inizio, poi diventa un pò noioso e ingarbugliato e infine l’attenzione del lettore viene catturata di nuovo con la soluzione del mistero.
Un libro che fa luce anche sulla mente ed i pensieri di due illustri protagonisti della storia italiana: Niccolò Macchiavelli che si affida allo studio della mente umana per conoscere le ragioni che possono portare una persona a dover uccidere per appagare il proprio piacere e Leonardo Da Vinci che invece si affida alla scienza ed alla ragione per studiare il “modus operandi” dell’assassino.
Buona lettura…
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La congiura Macchiavelli di Michael Ennis,
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